Dimitri parla di Steiner

Dimitri3Riprendiamo da  SwissInfo una splendida intervista di Etienne Strebel al clown Dimitri tradotta da Luca Beti e uscita nel febbraio 2011.

 

– Signor Dimitri, sarebbe il clown Dimitri, se non avesse frequentato la scuola Rudolf Steiner?

Dimitri: È una domanda divertente. Io credo che sarei sicuramente diventato ciò che sono adesso. Forse un po’ diverso, ma non penso che una scuola possa influenzare così tanto la scelta professionale o il destino di una persona.

 

– La scuola Rudolf Steiner non assegna delle note, non mette sotto pressione e attribuisce alle materie musicali e artistiche grande importanza. Si differenzia quindi molto dalla scuola pubblica. Questo approccio l’ha favorito?

Dimitri: Per questo motivo i miei genitori mi hanno iscritto al decimo anno scolastico alla scuola Steiner a Zurigo. In Ticino, infatti, non c’era ancora una scuola di questo tipo. Inoltre avevo alle spalle una “gioventù antroposofica”. I miei genitori erano artisti e ho potuto dedicarmi molto alla sfera musicale. Venivo dalla campagna, da Ascona. E la città mi ha anche fatto bene. Ma anche i colleghi che ho conosciuto. Con alcuni ho ancora un rapporto di amicizia, per esempio con Klaus Knuth, il figlio del famoso attore Gustav Knuth. Le scuole Steiner e Waldorf sono molto importanti nel mondo attuale, poiché non si concentrano soltanto sugli aspetti intellettuali, ma anche su quelli musicali, umani e creativi. Tutto ciò si ripercuote positivamente sui risultati agli esami di maturità degli allievi della scuola Steiner, ovunque eccellenti.

 

– C’era qualcosa che non le piaceva alla scuola Steiner?

Dimitri: No, anche se ogni tanto c’erano delle voci critiche. Naturalmente molto può dipendere dall’insegnante, se ci sono delle incomprensioni tra scolaro e docente. Ma ciò avviene in tutte le scuole.

 

– Si sentiva quindi pronto per affrontare la vita?

Dimitri: Certo, grazie anche a mia madre naturalmente, pure lei antroposofa. Anche l’intera educazione ha avuto un ruolo importante. In più, molti amici erano a loro volta degli antroposofi. Infatti, non soltanto la scuola ha un influsso, ma anche l’ambiente in cui si cresce. Così abbiamo mandato anche i nostri bambini alla scuola Steiner e le esperienze sono state ottime.

 

– Si dichiara antroposofo?

Dimitri: Provo sempre una certa riluttanza a definirmi antroposofo. Non sono membro della società antroposofica, in quando mi piace essere completamente libero e indipendente. Ma la cosa bella è che l’antroposofia non dà molta importanza a questo fatto. Non ci si sente mai obbligati ad aderirvi. Trovo fantastica la libertà che si percepisce.

 

– Non ha quindi nemmeno l’impressione che gli antroposofi siano una setta, come sostiene qualcuno?

Dimitri: No, non ho mai avuto questa sensazione. Anche se ho conosciuto degli antroposofi che lo stesso Steiner definirebbe degli esaltati. Ma questo lo trovo perdonabile. In tutte le religioni, in tutte le filosofie ci sono persone che presentano dei tratti fondamentalisti. Ma il 95% degli antroposofi, che ho conosciuto, sono persone splendide e aperte, con cui si può parlare di tutto.

 

– Ci sono tuttavia degli aspetti contestati della filosofia di Rudolf Steiner. In particolare l’affermazione secondo cui la razza bianca contribuirebbe in futuro alla creazione del sapere viene tacciata di razzismo. È dello stesso avviso?

Dimitri: Ho sentito, seguito e letto su questa questione. Le interpretazioni dell’affermazione di Steiner, secondo le quali i neri sarebbero un’altra razza, meno intellettuale di quella bianca, mi rattristano. Infatti, egli non afferma che loro siano umanamente meno preziosi, bensì che hanno un’altra cultura, un’altra storia. È molto semplice dare un’interpretazione sbagliata al suo pensiero. Trovo inoltre deplorevole, scegliere soltanto le frasi che potrebbero essere razziste.

 

– Altri criticano Rudolf Steiner poiché non sarebbe “cristiano”…

Dimitri: Steiner ha scritto molto su Cristo e il cristianesimo e ha contribuito alla creazione di comunità cristiane. Io credo che non ci sia una persona più cristiana di Rudolf Steiner. Spesso la critica viene espressa da persone che non hanno letto nulla su Steiner.

 

– Leggere tutto è un progetto ambizioso, poiché Steiner è stato particolarmente produttivo.

Dimitri: Sì, è incredibile. Fin da piccolo ero interessato a temi spirituali, come i riti iniziatori nell’antico Egitto, presso i tibetani, buddisti o monaci, yogi.
Steiner è molto chiaro in merito. Lui ha una capacità straordinaria: sa analizzare le cose da vari punti di vista. Anch’io, clown ingenuo e ignorante, lo capisco.

 

– Steiner era una persona poliedrica, non solo in ambito spirituale e intellettuale, ma il suo contributo è stato importante anche nella coltivazione biodinamica e nella medicina.

Dimitri: Sì, la coltura biodinamica è iniziata molto presto. Finalmente oggi ci si rende conto che l’agricoltura biologica, senza l’utilizzo di sostanze chimiche, è l’unica soluzione possibile. Ci si dimentica però che già ottanta, novanta anni fa Steiner lo sosteneva. Anche nella medicina. Ritengo sorprendente il lavoro dei medici della clinica Luka a Arlesheim e la loro collaborazione con la medicina moderna. Loro non sono contrari a un’operazione, se necessaria. Ma utilizzano anche altri metodi per favorire la guarigione.

 

– Ritornando a Rudolf Steiner, lo definirebbe uno degli ultimi geni universali del nostro tempo?

Dimitri: È stato uno degli uomini più importanti. Non so se possiamo chiamarlo filosofo o rinnovatore, santone, soccorritore, pensatore, scrittore, poeta, artista. Come Clown voglio ricordare la grande scultura lignea nel Goetheanum a Dornach, che lo stesso Steiner ha realizzato. In mezzo c’è la figura di Cristo e a sinistra in alto c’è il “sorriso del mondo” (Weltenhumor). Mi sembra una cosa straordinaria, poiché per noi clown l’umorismo è fondamentale. Per Steiner lo humour era un elemento molto importante.