La festa di San Martino

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Al rientro dalle vacanze d’Autunno, festeggiamo la data dell’ 11 novembre 

S. Martino


Umido e freddo spunta il mattino, ed a cavallo va San Martino
Quand’ecco appare un mendicante, lacero e scalzo vecchio e tremante
Il cavaliere mosso a pietà, vorrebbe fargli la carità
Ma nella borsa non ha un quattrino, e allora dice:  “Oh poverino!
Mi spiace nulla io posso darti, ma tieni questo per riscaldarti.”
Divide in due il suo mantello, metà ne dona al poverello.
Il sole spunta e brilla in cielo, caccia la nebbia con il suo velo.
E San Martino continua il viaggio, sempre allietato dal caldo raggio.


 In questo tempo dell’anno, la terra appena arata è a riposo e una breve stagione di cielo smaltato e temperatura mite conclude il periodo dei morti, l’apertura delle botti porta il gusto del primo vino, ci sono le caldarroste, i funghi.

C’è poi la figura familiare a tutti di San Martino di Tours, soldato romano convertito alla buona novella, che incontra un mendicante infreddolito e gli dona metà del suo mantello, suscitando così il miracolo del vivo splendore e calore del cielo, suo complice.
La leggenda narra anche che più avanti negli anni, mentre viveva come un eremita, tentò invano di sfuggire al popolo che lo voleva vescovo della sua città, e fu invece “tradito” da alcune oche, le quali col loro schiamazzo, rivelarono il suo nascondiglio. Egli infine accettò  il compito cui era chiamato.

Mentre le notti si allungano accendiamo nelle case piccole lanterne, che rallegrano e tengono vicina la luce ed il calore dell’estate fuggita.

Per i piccini dell’asilo c’è la bellissima processione delle lanterne, che riunisce i bambini con le loro maestre e famiglie nel giardino della scuola, al tramonto. Un momento di magia e di tenerezza che resta per sempre, calda e tenera, nel ricordo.

Anche le elementari festeggiano, tutte insieme in teatro, a luci spente, illuminando la sala con le centinaia di lanterne create in classe nei giorni precedenti, ascoltando una bella storia sul valore della condivisione, e spesso assaporando il pane impastato e cotto dai bambini di una classe che poi passano ad offrirne a tutto il resto della scuola.


biscotti-san-martino-foto-sapori-e-dolce-vitaWECKMAENNER – BISCOTTI DI SAN MARTINO

Ingredienti

500 gr di farina; 100 gr di burro; 125 ml di latte intero; 1 uovo; 100 gr di zucchero di canna; 1 baccello di vaniglia; 1 pizzico di sale; lievito qb; uvetta o mandorle per decorare qb; 1 rosso d’uovo per spennellare

Mescolare lievito, un po’ di latte tiepido e un po’ di farina per avviare la lievitazione in ambiente tiepido, dopo ca. 20 minuti aggiungere il resto della farina ben setacciata, il burro sciolto, l’uovo sbattuto, lo zucchero, il sale e i semi di vaniglia. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e lasciare lievitare nuovamente per un’oretta. Stendere l’impasto (almeno 1 cm.) e intagliarvi le sagome degli ometti. Decorare con uvette e mandorle usate per occhi e bottoni.  Disporre gli ometti su una placca, lasciarli lievitare altri 20 min. ca., poi spennellarli con un po’ di rosso d’uovo  e cuocere nel forno preriscaldato a 200 °C per circa 15-20 minuti (abbassare a 180º a metà tempo di cottura). A piacere, quando saranno raffreddati, decorare con zucchero a velo. E gnam!


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Nero il cielo era; la pioggia fitta al suol precipitava.
né una casa né una roggia al meschin si presentava.
Avanzava sconfortato, le sue gambe eran tremanti,
ecco un giovane soldato si presenta a lui davanti,
snello, biondo, ardito e bello, ei sta ritto sul cavallo
guarda e subito il mantello svelto taglia senza fallo,
ne dà mezzo al poveretto che l’indossa, e il donatore
fissa. Dice: -Benedetto sia per sempre il tuo buon cuore!-
Freddo non aveva più e Martino se ne andava,
ora non pioveva più, ecco il cielo rischiarava,
riapparì smagliante il sole, s’udì dolce un’armonia,
gelsomini, rose e viole infioravano la via.