ESPRIMERSI IN ITALIANO NELLE CLASSI MEDIE
È abbastanza evidente e scontato che le lezioni di italiano servono per imparare ad esprimersi nella propria lingua; ma forse non è altrettanto scontato dire che questa frase ha una certa profondità: Servono ad imparare ad esprimersi.... Questo vuol dire ESPRIMERE SE STESSI un punto molto importante.
I ragazzi nelle medie imparano ad esprimere se stessi. Allinizio si tratta di scrivere su quello che piace o non piace, i desideri o i sogni. Questa attività di espressione serve a due cose:
1) prendere atto dellesistenza di sommovimenti interiori senza esporsi troppo agli occhi degli adulti (è infatti un esercizio);
2) trovare le parole per descrivere quello che si sente ed attraverso questo, il modo per riflettere su quello che avviene in noi.
È infatti importante in questi anni delle medie iniziare a trovare nuove parole per trovare in futuro nuovi pensieri. È decisamente una realtà ed un fatto che il linguaggio plasmi la nostra immaginazione e la nostra capacità di percepire pensieri. Scrivere nelle classi medie serve allora a strutturare il nostro pensiero e la nostra capacità di pensare.
La coscienza orale è mitica mentre lalfabetizzazione tende ad una sensibilità razionale e storica.
Il pensiero situazionale legato allindovinello, alla fiaba, la parabola o la metafora si confronta con il pensiero logico legato a definizioni, categorie o sillogismi.
Il pensiero orale ti porta incontro immagini mentali concrete opposte allastrazione. Il linguaggio orale allora caratterizza, mentre il linguaggio scritto struttura e definisce.
Il pensiero di società non alfabetizzate si esercita nella forma di memoria collettiva (ballate, poemi collettivi) e in tutto ciò che ha a che fare con figure antiche, quali il cantastorie o altre cose legate all'uso di un ritmo musicale per ricordare e per esprimersi, comune e contestuale, collegato a riti e a situazioni, mentre il pensiero scritto è individuale ed interiorizzato.
Epica, mito, poesia, rime e lazione drammatica sono forme di espressione che prendono molto dalla tradizione orale, mentre la prosa fa parte della tradizione letterata.
La mente legata alla tradizione orale tende a sperimentarsi attraverso il contesto, mentre la mente legata ad una tradizione letterata tende a basarsi su una esperienza di se stessi.
Limmaginazione legata alla tradizione orale ed il pensiero analitico sono due poli dellesperienza che hanno bisogno di essere integrati tra di loro.
(Tratto da The educational tasks and contents of the Steiner Waldorf curriculum edited by Martin Rawson and Tobias Richter - Waldorf Resource Book n. 4 - pag. 105)
Italiano VII classe
Anche in questa classe il piano di studi prevede un approccio alla lingua madre che accompagna e favorisce quanto il ragazzo, che ormai sta uscendo dallinfanzia, sperimenta sia a livello intellettuale che animico.
Lepoca di analisi logica è uno dei mezzi a disposizione del maestro per sviluppare la capacità incipiente del pensiero logico. Durante questepoca lallievo impara a riconoscere e a costruire delle frasi con 18/20 complementi.
Parallelamente a questo vi è lepoca sugli stili (lettera personale, ufficiale, diario, testo autobiografico...) che contribuisce ad ampliare il repertorio linguistico dellallievo attraverso lapplicazione cosciente delle caratteristiche proprie ad ogni stile così come accompagna la nascita del mondo dei sentimenti con le sue molteplici sfumature.
Durante le ore settimanali si lavora su diversi piani:
1. numerosi esercizi come la descrizione soggettiva e oggettiva di un oggetto, un animale, una persona sono fatti per aiutare lallievo a sperimentare ciò che di fatto su di un altro piano sente già realizzarsi nel rapporto tra sé e gli altri;
2. riassunto scritto e successiva presentazione orale di 3 grandi romanzi, lultimo dei quali con una breve introduzione biografica sullautore e critica sullopera per incominciare ad affrontare la letteratura in modo più cosciente;
3. imparare ad esporre con lausilio di appunti un argomento scelto dallallievo.
E per finire lesercitazione del discorso diretto e indiretto e delluso delle frasi ipotetiche.
ma. Maria Pia Briccola
Italiano VIII Classe
Un altro aspetto importante della lingua orale in VIII classe è la grande rappresentazione di un dramma o una commedia dautore. Questo lavoro coinvolge molto anche altri settori della nostra pedagogia, come la musica o il lavoro manuale, sia per i costumi che per le scene.
È chiaro però che il ruolo di protagonista lo gioca la recitazione ed il movimento ad essa associato.
Per capire il senso di questa attività, si deve tenere in considerazione che proprio a questa età nasce il corpo astrale del giovane ed egli si trova a scoprire e dover gestire emozioni e sentimenti nuovi e progressivamente emergenti dentro di lui.
E quindi evidente che di fronte alla nascita di qualcosa di nuovo, si tenda ad avere un atteggiamento di protezione e di timidezza nel mostrare questanima neonata. Da qui tutti i così detti atteggiamenti di maschera o di rifugio nei clichés adolescenziali. Loccasione di poter attivare al massimo tutti gli stati danimo di un personaggio, che fa da schermo e quindi evita limbarazzo del mostrarsi così come si è, risulta pedagogicamente un espediente assolutamente vincente per superare col massimo profitto questo difficile momento.
...Lo stesso discorso vale per le epoche di storia, dove particolarmente rilevante appare il legame con lelemento del linguaggio. Anche in questambito si struttura la lezione con una prima parte dedicata alloralità (interrogazioni singole e non più rinarrazioni collettive a partire dalla VI classe), dove da un testo di appunti molto schematici si chiede di ricostruire un discorso completo e ben organizzato.
A latere cé invece un testo da presentare per iscritto (a giorni alterni) dove si richiede un linguaggio il più possibile elaborato con anche, alle volte, dei contributi personali.
mo. Pierpaolo Cogno
Italiano (quale ora di materia) in VIII classe
Allinizio dellVIII classe viene ripreso il lavoro su descrizioni e narrazioni già iniziato lanno precedente. Questa volta il lavoro viene approfondito e si cerca di descrivere degli oggetti nel modo più esatto possibile (per esempio in modo che i propri compagni riescano ad indovinare di che oggetto si tratti). In questo modo viene ripassato lordine che deve avere una descrizione per essere comprensibile.
Ben presto si passa alla descrizione di un paesaggio o della foto di un animale (ben diversa dalla descrizione di un animale vivo ed in mutamento e soggetto ad espressioni che interpretano i suoi stati danimo) fino ad arrivare ad un essere umano. Si scopre allora che si può scrivere molto su un essere umano: come cammina, come sorride, come gesticola, che voce ha, comè il suo viso, come agisce, etc
Dopo un riepilogo di vari mesi finalmente si è pronti ad affrontare un testo di letteratura.
Allinizio si lavora sulla forma del racconto. Si cerca di capire come tutti i racconti hanno una forma base: introduzione (durante la quale lo scrittore ci presenta lambiente, la società, i personaggi ed i motivi per cui agiranno), punto di partenza dellazione (di solito qui lequilibrio che caratterizza lintroduzione viene rotto ed il protagonista si trova a dover viaggiare alla ricerca di un nuovo equilibrio), peripezie (le avventure del protagonista alla ricerca di un nuovo equilibrio) conclusione (in cui emerge un nuovo equilibrio o limpossibilità di questo). È molto interessante notare come questa strutturazione dei racconti sia una legge vivente dellanima: funziona così anche la nostra vita. Queste sono cose che decisamente parlano ai ragazzi.
Attraverso i lavori fatti allinizio dellanno siamo ora in grado di conoscere le tonalità di un testo: punti in cui lattore descrive qualcosa, punti in cui narra, dialoghi e riflessioni.
Naturalmente tutte queste cose non sono fine se stesse; ci consentono di mettere ordine in un racconto e di smontarlo e commentarlo. Possiamo allora iniziare a riconoscere quale rapporto lega un protagonista allantagonista oppure capire se un certo autore preferisce descrivere o narrare e da qui anche possiamo iniziare a capire comè lo stile di un certo autore.
Riconosciamo insomma le intenzioni di un certo autore, cosa ci voleva dire. Naturalmente è solo linizio di un percorso.
Arriviamo anche a capire come alcune descrizioni e le parole di cui sono composte vogliono creare in noi una certa emozione; è così che iniziamo la scoperta del potere della scrittura.
Verso la fine dellanno siamo pronti ad incontrare la poesia.
Allinizio cerchiamo di capire quale temperamento prevalga in una certa poesia (naturalmente studiamo anche la vita dei vari autori ed i temi principali delle loro poesie). Cerchiamo di vedere la poesia: che colori ci sono? Come immagini la scena? Ed infine quali sensazioni ti da?
Nel frattempo i lavori a casa vanno sempre più concentrandosi sulle capacità dellallievo nel descrivere i propri sentimenti; non mancano comunque temi a casa in cui lallievo deve descrivere cosa pensa riguardo a qualche problema del mondo. Così lallievo inizia ad allenare la sua capacità di formarsi un proprio giudizio.
Alla fine dellanno può capitare di leggere testi come questi:
Sentivo come un fiume in piena scatenarsi dentro di me. Un fiume che volesse spaccare gli argini ed allagare il mondo, ma qualcosa lo tratteneva
e non riusciva ad uscire. Avrei voluto gridare, ma alla fine cedetti e mi lasciai trasportare dal fiume tumultuoso che finalmente aveva trovato uno sbocco
piansi per parecchio tempo senza riuscire a controllarmi
.il mio cuore sembrava dovesse scoppiarmi, tutto il mio essere era in balia dei torrenti turbolenti di quel fiume tumultuoso che finalmente aveva trovato uno sbocco..piansi per parecchio tempo senza riuscire a controllarmi
Rivolsi il mio viso verso il cielo stellato illuminato da una luna chiara e piena, che emanava una luce che ai miei occhi appariva come uno scroscio di stelle. Quello che mi sembrava il suo sorriso mi infuse una calma improvvisa
il mio respiro divenne regolare e smisi di singhiozzare, ora le lacrime scendevano lente e silenziose sulla mia guancia
mi chiesi come fossero riuscite le stelle e la luna, specchiandosi nelle mie lacrime, a consolarmi meglio di una madre
. Nurys
Mi pare che qui venga colta in prosa unesperienza poetica che permetterà allallieva di capire qualsiasi poeta, perchè anche qui parla lanima della ragazza, anche se ancora con immagini già sentite, ma che assumono una certa innocenza e si sentono vere.
Ad ogni onda il mio stomaco si contorceva ed annodava per la rabbia, come una corda rigida e viscida. Fremevo dalla rabbia; ma per fortuna cerano gli scogli, ovvero la mia ragione che tratteneva quel mare che altrimenti sarebbe traboccato. Nathalie
Quando sono arrabbiato mi sento nervoso, mi sembra che la testa diventi un semaforo. Mi sento un po spaesato, come fossi andato a sbattere contro un muro. Se qualcuno allora mi prende in giro ho subito voglia di prenderlo a sberle (a meno che non sia un amico)".
Robin
Credo che queste descrizioni possono comunicare bene a noi adulti cosa sia linizio delladolescenza con tutti quei moti interiori sconosciuti di cui allimprovviso ci accorgiamo e che spesso ci portano delle domande profonde ed antiche allo stesso tempo:
È vero tutto ciò? E non ebbi nemmeno il tempo di finire questa domanda che altri pensieri continuarono a sorgere senza che potessi farci niente, ad una velocità incredibile. Pensavo: Io non vedo le persone interamente..così come sono, dentro e dietro, organi e muscoli, ma vedo solo la parte di pelle rivolta a me. E così accade coi loro sentimenti, sensazioni, pensieri. Io di loro percepisco solo latteggiamento e magari se mi stanno simpatici o meno, ma non vedo i loro pensieri.
Da questo traggo una conclusione: io non vedo le persone così come sono. Vedo solo la parte di loro che mostrano a me. Daltronde se io guardo, vedo solo fino allorizzonte
Lallievo continua a lungo intuendo alcuni concetti filosofici ed infine pone la domanda: Perchè? A che scopo tutto questo? A quale scopo sarei qui rinchiuso in un guscio di percezioni che magari sono sempre legate a me e che non mi permettono di uscire da me
Perchè? A quale scopo?
.. Mi è venuta paura: È vero tutto ciò? Non sapevo cosa avrei dovuto fare, cosa dire; mi sentivo solo, solo in un mondo sconosciuto che non potevo neanche vedere o percepire chiaramente. Poi ho alzato gli occhi ed ho visto un foglio appeso in camera: Stai facendo un buon lavoro diceva. In quel momento ho preso fiato, ho chiuso gli occhi ed ho riso
Nicola
Belle domande, non è vero?
Son quelle che da adulti ci dimentichiamo, ma che a volte sono linsegnamento degli adolescenti a chi gli insegna
questo rammemorarci sempre chi siamo stati e quindi chi potremmo essere
mo. Marco Mari Grego
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