Domande Frequenti


Le domande più frequenti riguardanti la scuola steineriana:
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Cosa si intende per pedagogia Waldorf?

La pedagogia Waldorf è basata sull’Antroposofia, sviluppata da Rudolf Steiner nella prima metà del secolo scorso, la quale considera l’uomo tripartito in corpo, anima e spirito. Per questo le materie e le attività del piano di studi sono finalizzate all’accompagnamento dello sviluppo e alla cura di tutti e tre gli aspetti vitali dell’essere umano.

In particolare vengono rispettati i tempi dell’evoluzione fisica e interiore dei ragazzi, associando ad ogni fase di crescita materie ed esperienze adeguate. Importanti trasformazioni  sono infatti in relazione a diverse fasi dello sviluppo (legate ad un ritmo in settenni) e la conoscenza di tali relazioni permette al maestro di promuovere la crescita non solo della facoltà del pensare, ma anche di quelle del volere e del sentire.

A partire dal primo settennio (nido d’infanzia e asilo) i bambini vengono accompagnati in un sano sviluppo dei sensi, che permette loro di accogliere il mondo ed entrarvi con fiducia, per poterlo in seguito liberamente conquistare e comprendere, tramite l’attività rigorosa del pensiero.
L’abilità motoria, la fantasia, l’espressività, la creatività e l’iniziativa del bambino vengono stimolate durante il percorso scolastico grazie a materie non solo intellettuali ma anche artistiche e manuali, al fine di sviluppare individualità libere, curiose e attive, in grado di continuare a imparare dalla vita.

Grande attenzione, dall’asilo alle classi superiori, è anche rivolta allo sviluppo di una maturità sociale: in un’epoca sempre più individualista, l’imparare a giocare in gruppo, il condividere, lo svolgere attività insieme per il bene della comunità, diventano base fondamentale per lo sviluppo del rispetto e dell’amore per gli altri ed il  mondo che ci circonda.

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A quale età i bambini sono ammessi alla prima classe?

I bambini possono iniziare l’apprendimento della scrittura, della lettura e del calcolo in classe prima, tra i sei e i sette anni, età che solitamente coincide con la caduta dei primi denti da latte.

Le abilità cognitive possono essere introdotte con relativa facilità se i bambini hanno precedentemente avuto la possibilità di sviluppare adeguatamente le facoltà del parlare, del coordinamento del corpo nello spazio, e di sapersi relazionare, seppur a livello elementare, con se stessi, gli altri e il mondo circostante.
Per tale motivo i bambini dell’ultimo anno di asilo e quelli che entrano per la prima volta nella scuola, vengono osservati dal futuro maestro di classe in diverse attività, al fine di valutarne la maturità scolastica.

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Cosa significa insegnamento a epoche?

Il ritmo scolastico si articola in modo tale da concentrare nelle prime due ore del mattino, per un periodo dalle 3 alle 4 settimane, il programma previsto per ogni materia principale.
Questo in accordo con i ritmi di acquisizione della classe e con la consapevolezza dell’importanza del “sonno” (inteso come spazio dove il ragazzo elabora interiormente i contenuti trasformandoli) nell’apprendimento, non solo tra una lezione e quella del giorno successivo, ma anche tra un’epoca e l’altra, distanziate di mesi.

Tale struttura permette al ragazzo di entrare totalmente in una materia per diverse settimane, approfondendone la conoscenza e assaporandone i collegamenti con le altre discipline. Durante una specifica epoca portata dal maestro di classe infatti, anche gli insegnanti di materia possono, nell’ambito del loro orario, proporre attività e argomenti che richiamino il tema principale affrontato in quel periodo.

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È vero che si impara a leggere e scrivere più tardi rispetto alle scuole tradizionali?

I bambini nella nostra scuola imparano a leggere e a scrivere in tempi diversi dagli altri istituti scolastici, al fine di rispettare i ritmi di apprendimento adeguati ad un bambino delle prime classi elementari. Riconosciamo infatti la vitale necessità di sperimentare ancora, nell’acquisizione del leggere e dello scrivere, il movimento fisico e le immagini di fantasia, elementi fondamentali per una sana crescita del bambino e ad un apprendimento scevro da forzature o precoci intellettualismi.

È comprovato che bambini che iniziano a leggere più tardi rispetto ad altri non si trovano svantaggiati, anzi, spesso sono capaci di raggiungere e a volte superare nella lettura coloro che hanno imparato prima di loro. Inoltre è stato rilevato che vi sia un minor rischio nell’abbandono della lettura in età adolescenziale ed un maggior interesse verso gli studi anche in età adulta.

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Che cos’è l’euritmia?

L’euritmia è una forma di movimento creata da Rudolf Steiner e la moglie Marie von Sievers: essa tende a rendere visibili le leggi e le sensazioni della musica e della parola. Aiuta a sviluppare la concentrazione, l’autodisciplina, la consapevolezza spaziale, una sensibilità estetica ed una sensibilità nei confronti dell’altro.
Le lezioni di euritmia possono accompagnare il programma scolastico riprendendone i temi, ad esempio lavorando sulle rime, sulla metrica, sulla storia e sulle forme geometriche.

L’euritmia, per le sue peculiari caratteristiche di armonizzazione, viene anche praticata in terapia (vedi euritmia terapeutica e sostegno).

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È vero che nella scuola steineriana non si utilizzano libri di testo e non si danno voti?

La scuola steineriana predilige, rispetto all’apprendimento precoce intellettuale sui libri, un approccio più individuale e coinvolgente nelle varie materie. Per questo ad esempio fino alle classi più grandi, si chiede agli allievi di redigere dei quaderni che possano essere di strumento anche per il loro studio: inizialmente composti dai disegni, dalle piccole frasi e dai piccoli conti della prima classe, via via negli anni vengono stesi quaderni con testi dettati dal maestro, ma sempre personalizzati con il lavoro artistico degli allievi. Nelle classi medie si punta poi verso lo sviluppo dell’autonomia dei ragazzi nel prendere appunti o nello stendere relazioni individuali che possano personalizzare maggiormente i loro quaderni.
Alle superiori i testi redatti dai ragazzi vengono invece affiancati da libri specifici di supporto allo studio.

Per quanto riguarda le valutazioni, in prima e seconda classe gli allievi non ricevono una pagella ma viene ad essi individualmente dedicata una poesia scritta e illustrata dal maestro di classe, che possa con delicatezza aiutare il bambino a prendere coscienza sui propri aspetti deboli ma anche sottolineare i suoi punti di forza. In terza e quarta classe il giudizio prende la forma di una lettera indirizzata all’allievo, alla quale in quinta si aggiungono anche le osservazioni dei vari maestri di materia. In tali classi il maestro inizia a dare giudizi non numerici, con l’intento di far sviluppare nei bambini una consapevolezza sul proprio loro lavoro e anche un piacere al “fare bene”. A partire dalla VII classe in avanti, i ragazzi ricevono due volte all’anno giudizi in tutte le materie, tramite una griglia di valutazioni (letterale alle medie e numerica alle superiori). Tali giudizi non possiedono valore limitante per i nostri studenti (non esistono bocciature o esami di recupero), ma servono ai ragazzi per valutare con oggettività il loro operato e i loro progressi nell’organizzazione dello studio.

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È una scuola a stampo artistico?

Oltre alle materie tradizionali la nostra scuola propone fin dalle prime classi materie come disegno, pittura, modellaggio, recitazione, euritmia, musica, lavoro manuale e nelle classi più grandi il programma viene ulteriormente arricchito ad esempio da epoche di mosaico, battitura del rame, fotografia… Tuttavia le attività da noi proposte non mirano a formare degli artisti o a sviluppare solo capacità professionali, ma sono finalizzate ad una crescita umana armoniosa ed equilibrata. Grazie ad esse infatti si vuole fare appello alla vita di sentimento e alle forze di volontà, oltre che alle capacità intellettuali, al fine di porre le basi per lo sviluppo di un pensiero libero e mobile. L’equilibrio tra sentimento, volontà e pensiero viene ricercato anche nelle materie più “intellettuali”, facendo avvicinare gli allievi ai concetti più astratti attraverso processi artistici e pratici.

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Quali provvedimenti vengono presi in caso di allievi con difficoltà di apprendimento?

La nostra scuola si rivolge a coloro che hanno scelto di educare i loro figli secondo le indicazioni pedagogiche di Rudolf Steiner. Può aiutare in casi di difficoltà, ma non è un rimedio universale per ogni situazione che deve invece essere valutata individualmente e tenendo conto di molti fattori: il contesto familiare, la classe, le competenze del collegio e la possibilità di collaborazione con specialisti. Non può dunque essere garantita la soluzione di casi problematici o la presa a carico per tutti i dodici anni del percorso scolastico.
A richiesta delle famiglie e secondo valutazione dell’insegnante, abbiamo anche la possibilità di un lavoro di sostegno, a latere, individuale, terapeutico e/o didattico.

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I bambini trovano difficoltà ad inserirsi in una classe a ciclo già avviato, provenendo da una scuola tradizionale?

La facilità di inserimento di un bambino nella classe varia con il suo temperamento e con la soggettiva capacità di adattarsi ai cambiamenti. In generale non si riscontrano difficoltà didattiche rispetto al programma, e anzi spesso si notano un nuovo entusiasmo da parte dei bambini e una ritrovata gioia di frequentare la scuola.

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I ragazzi che lasciano la scuola steineriana, riescono poi ad inserirsi nel mondo e nelle scuole esterne?

Generalmente gli inserimenti nelle scuole pubbliche, previsti per tempo, non sono problematici. Il passaggio più comune è quello dall’VIII o dalla IX classe Waldorf ad una scuola tradizionale, e di solito si svolge senza difficoltà di rilievo, anche per quanto riguarda il superamento degli esami di terza media per gli studenti italiani.

Il passaggio alle scuole esterne nelle classi inferiori, in particolare tra la I classe e la IV, può essere potenzialmente più difficoltoso, a causa delle differenze significative nel programma.

La nostra esperienza ci permette di affermare che i ragazzi, dopo dodici anni di scuola steineriana, riescono ad entrare nel mondo con buoni valori e propositi, spesso portando nelle altre scuole un caratteristico entusiasmo e una intelligente curiosità.

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La vostra scuola professa una religione?

L’identità della scuola si fonda sulla pedagogia di Rudolf Steiner e sulla sua antropologia, pertanto nei contenuti di tutto il piano di studi viene coltivato l’aspetto scientifico, artistico e religioso.

Il libero insegnamento religioso cristiano offerto dagli insegnanti di religione della Scuola Rudolf Steiner di Origlio si rivolge a tutti gli allievi, di qualsiasi confessione. È volontà della scuola rispettare e demandare la cura dell’educazione religiosa confessionale alle famiglie.

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Come mai gli insegnanti Waldorf sconsigliano l’uso di televisione, radio e video nelle prime classi?

Uno degli aspetti principali dell’educazione Waldorf è quello di stimolare il sano sviluppo dell’immaginazione nei bambini. Gli insegnanti Waldorf ritengono che le immagini e i suoni che provengono dalla televisione, dai video o dalla radio possano ridurre notevolmente la capacità per i bambini di immaginare e creare. Per questo motivo ne viene sconsigliato quantomento l’uso eccessivo.

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Qual è il rapporto con la tecnologia nei confronti dei ragazzi più grandi?

La società di oggi è profondamente immersa nella tecnologia e le nuove generazioni sono sempre più abili con strumenti quali pc, cellulare e oggetti elettronici in genere. Se la nostra pedagogia sconsiglia l’uso di tali apparecchiature nei primi anni di scolarizzazione (per i motivi sopra elencati) non ritiene invece sano tenere separati i giovani dalla realtà del mondo moderno, fatta anche di tecnologia. Per questo cerchiamo di promuovere ancora la stesura a mano dei quaderni, ma parallelamente accompagniamo i ragazzi dalla IX classe in avanti nell’utilizzo di tali strumenti per la creazione di tesine, elaborati o lavori come il portfolio. L’intento è quello di insegnar loro ad utilizzare i mezzi tecnologici in modo attivo e responsabile per la ricerca e lo studio, rifocalizzando il ruolo strumentale di tali oggetti e contribuendo ad evitarne l’abuso malsano.